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Relazione sulla partecipazione del Presidente della Repubblica dell'Uzbekistan Islam Karimov nell’incontro al vertice dei capi degli Stati fondatori della FISA

Il 28 aprile 2009 nella città di Almaty ha avuto luogo l’incontro al vertice dei capi degli Stati fondatori del Fondo Internazionale per il salvataggio del Mare d’Aral. Nel corso della riunione è stata discussa un'ampia gamma di questioni relative al deterioramento della situazione ecologica nei territori adiacenti al Mare d’Aral e in tutta la regione, e si sono prese decisioni drastiche per evitare una possibile, ulteriore diminuzione del volume delle sue acque.
Alla riunione ha partecipato il Presidente della Repubblica dell'Uzbekistan Islam Karimov.
Nel suo discorso alla riunione plenaria il Capo dell’Uzbekistan ha rilevato che «il problema del Mare d’Aral risale a molto tempo fa, ma ha assunto proporzioni allarmanti a partire dagli anni 60 del secolo scorso. Le cause sono molteplici, e le più rilevanti sono l’aumento della popolazione e del fabbisogno idrico, la valorizzazione intensa di nuove terre, lo sviluppo dell’agricoltura irrigua e l’esiguità delle precipitazioni atmosferiche degli ultimi decenni. Tutto questo ha creato le condizioni per una delle più gravi catastrofi ecologiche nella storia del mondo contemporaneo, l’essiccazione del mare. L’Aral è stato uno dei più bei mari del nostro pianeta, e si sta prosciugando sotto gli occhi di tutta la umanità. E’ un evento senza precedenti nella storia dell’uomo».
Il Presidente dell’Uzbekistan ha richiamato l'attenzione dei partecipanti del convegno sul fatto che «nel corso degli ultimi cinquanta anni, la superficie d’acqua del Mare d'Aral è diminuito più di 4 volte, il volume d’acqua è diminuito di 10 volte, e dello stesso numero di volte è aumentata la sua salinità».
«Siamo tutti testimoni del fatto che l’aria adiacente al Mare d'Aral si sta desertificando. La zona è a rischio ecologico costante, e questo incide negativamente sulla qualità della vita, sulla salute e, soprattutto, sul patrimonio genetico dei nostri figli e delle persone che vivono li. I pericoli riguardano non solo le regioni circostanti al mare che si sta essiccando - la provincia di Kyzyl-Orda del Kazakistan, la provincia di Dashkhovuz del Turkmenistan, la Repubblica di Karakalpakstan, le province di Khorezm, Navoi, Bukhara dell’Uzbekistan - ma l'intera regione dell’Asia centrale» ha sottolineato il presidente dell’Uzbekistan.
Secondo Islam Karimov, «un elenco delle conseguenze del prosciugamento del Mare d’Aral  comprende il deficit delle risorse idriche, la diminuzione della qualità di acqua potabile, il degrado delle terre, una forte diminuzione della biodiversità e i cambiamenti climatici dovuti all’aumento dell’opacità atmosferica, che eventualmente causano la riduzione dell’area dei ghiacciai sul Pamir e sul Tien Shan, dove si forma gran parte dei fiumi principali della regione».
«Oggi è del tutto evidente che nella regione adiacente al Mare d’Aral vi sono una serie di rischi eco-climatici, socio-economici e demografici che hanno un carattere planetario.
Nella situazione che si sta formando attualmente, che a giudizio degli esperti del settore presenta conseguenze di portata planetaria, si sta rivelando sempre più evidente il fatto che senza sforzi congiunti e coordinati con la comunità internazionale, prima di tutto in sede di Nazioni Unite, non sarà possibile risolvere il problema” - ha sottolineato il Presidente dell’ Uzbekistan.
Islam Karimov ha rilevato che «ad oggi, grazie al sostegno e alla partecipazione della Banca Mondiale, della Banca asiatica per lo sviluppo, del Fondo Mondiale per l'ambiente, di numerose organizzazioni internazionali e singoli paesi, si sta realizzando una serie di progetti volti al miglioramento della situazione, che come detto mette anche a rischio il patrimonio genetico della popolazione locale.
La concessione dello status di osservatore presso l’Assemblea Generale dell’ONU data alla FISA nel 2008 ha aperto nuove possibilità per l’efficacia della sua azione a livello globale”.
Il Presidente dell’Uzbekistan ha sottolineato come «la realizzazione della Conferenza internazionale dedicata al mare d’Aral del marzo del 2008, tenutasi a Tashkent su iniziativa dell’Uzbekistan, ha dato notevole impulso a un ampio esame su scala internazionale di questo grave problema. A prova di ciò sta nel fatto che nella conferenza hanno partecipato rappresentanti di più di 90 organizzazioni internazionali, tra cui le più grandi istituzioni finanziarie pubbliche del Giappone, Germania, Cina e dei paesi arabi, e i loro principali centri di ricerca.
Come risultato del forum sono state adottate la Dichiarazione di Tashkent e il Piano d'azione, che prevede l’attuazione di progetti volti a mitigare il peggioramento dell’Aral, per un totale di circa 1,5 miliardi dei dollari.
«A mio parere, il Piano d'azione, così come approvato dalle istituzioni internazionali e dai paesi donatori, può essere efficacemente utilizzato dai nostri esperti e dagli specialisti del Fondo Internazionale per dare vita a una terza fase di recupero del bacino del Mare Aral nell’ambito della FISA, pianificato per il periodo dal 2011 al 2015.
«Noi tutti in Uzbekistan ci rendiamo chiaramente conto che, anche se sarà difficile arrivare a un pieno recupero dell’Aral, siamo obbligati ad attuare il Programma in tutti i suoi aspetti, nella speranza che la popolazione locale possa recuperare le condizioni per una vita sana» ha sottolineato Islam Karimov.
Secondo il presidente dell’Uzbekistan, «le nostre responsabilità e i passi più importanti per porre termine all’essicazione del Mare d'Aral e per il recupero ecologico del suo bacino sono i seguenti:
- costruzione di serbatoi idrici da porre sul fondo già essiccato del Mare d’Aral; creazione di sistemi idrici sulla base dei delta, volta a ridurre le tempeste di polvere e di sale; ripristino della biodiversità e dell'ecosistema dei delta;
- realizzazione di una piantagione boschiva sul fondo essiccato del Mare d’Aral; consolidamento delle sabbie mobili; riduzione delle sostanze tossiche dal fondo marino essiccato;
- rifornimento di acqua potabile e installazione di attrezzature per la depurazione dell’acqua nelle strutture urbane e negli ospedali; predisposizione di idro-pompe per l’utilizzo dell’acqua dei fiumi; altri interventi ad hoc;
- studio sistematico degli effetti della crescente crisi ambientale nella zona del Mare di Aral allo stato di salute, e ripeto ancora, il patrimonio genico, la salute dei nostri bambini, la prevenzione della diffusione delle malattie pericolose specifiche di questa regione, lo sviluppo di una rete di strutture sanitarie per la prevenzione e la cura della popolazione locale, l'attuazione di un vasto programma di misure dello sviluppo di infrastrutture sociali».
Come è stato sottolineato da Islam Karimov, «per l'attuazione di questi progetti e programmi solo negli ultimi 10 anni in Uzbekistan sono state spese oltre 1 mlrd di dollari compresi i prestiti esteri, l’assistenza tecnica e le sovvenzioni - circa 265 milioni di dollari».
«Tenendo presente questa elevata tribuna, e questa opportunità, sento il dovere di esprimere la mia gratitudine all’ONU, alle sue strutture, a tutti gli sponsor che hanno contribuito e contribuiscono alla mitigazione della tragedia del Mare d'Aral», - ha detto Islam Karimov.
      «Parlando della tragedia del Mare di Aral, e delle misure volte a superarla, noi tutti certamente siamo a conoscenza del fatto che la soluzione di questo problema è direttamente legata alla questione di gestione e di utilizzo razionale delle risorse di acqua e di energia, di una attenta conservazione di questo fragile equilibrio ambientale ed idrico nella regione», - ha sottolineato il presidente di Uzbekistan.
       Islam Karimov, ha inoltre rilevato che «durante appena conclusa riunione dei capi di Stato nello stretto cerchio di partecipanti è stato raggiunto un accordo che, in una riunione allargata verrà discussa solo una questione - la questione dell’attività del Fondo internazionale per il salvataggio del Mare d'Aral ed i suoi compiti principali per il futuro». Allo stesso tempo, il capo di Stato uzbeko ha ricordato che il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev nell’invito rivolto a tutti i partecipanti alla riunione ha chiesto di «aderire rigidamente» il suo tema e «non uscire al di là della discussione».
       «Gli interventi di alcuni dei nostri colleghi, sono andati al di là dei nostri accordi. Credo che, nonostante questo, non hanno senso le discussioni ed i dibattiti su tali questioni che vanno ben al di là del campo di applicazione delle decisioni di gestione del Fondo internazionale per il salvataggio del Mare Aral», - ha detto Islam Karimov.
       Il Presidente dell’Uzbekistan ha comunicato che Uzbekistan ha ricevuto un importante lettera inviata dal Presidente della Banca mondiale Robert Zoellick. «Questa lettera è stata una risposta a una lettera inviata dal Presidente di Uzbekistan, nella quale sono stati chiaramente e specificamente previsti tutti i problemi non semplici che oggi abbiamo in Asia Centrale per la condivisione di risorse di energia idroelettrica di tutta la regione», - ha detto Islam Karimov.
        Il capo di Uzbekistan ritiene che le differenze emerse tra i paesi situati nell’alto dei due grandi fiumi - l'Amu Darya e Syr Darya, quei stati che sono situati nel basso della corrente dei fiumi - Uzbekistan, Turkmenistan e Kazakistan – sono completamente legittimi. «Stiamo parlando di interessi di ogni singolo stato. Tagikistan e Kirghizistan, prima di tutto prendono cura dei loro interessi. Vorrei sottolineare che questi non sono interessi di oggi. Questi sono interessi del futuro, perché in epoca sovietica, come è stato detto qui, sono stati fatti tanti errori, dei quali oggi c’è solo rammarico», - ha detto Islam Karimov.
         Secondo il presidente di Uzbekistan, qua si riferisce anche ad un progetto di trasformazione dei fiumi di Siberia al territorio del Kazakistan e dell’Asia Centrale. «Tutte le «grandi» progetti sono prese per la decisione del Comitato Centrale del CPSU, il Politburo e il Consiglio dei ministri dell'Unione Sovietica, compresi quelli oggetti che sono descritte qui. Sono convinto che nessuno di questi progetti non è stato pensato molto bene. Essi non sono stati sottoposti non solo alla valutazione internazionale, ma neanche a quella di esperti», - ha sottolineato l'Islam Karimov. - «La decisione del partito - nella vita!» - da questo moto era dettato tutto il grande lavoro che non solo nella nostra regione, ma in tutto lo stragrande spazio della ex Unione Sovietica ha creato così tanti problemi di cui gli ambientalisti parlano con grande rammarico».
        Tornando alla posizione di Uzbekistan in merito alla necessità di un esame internazionale obiettivo di costruzione di centrali idroelettriche in Tagikistan e Kirghizistan, Islam Karimov, ha sottolineato: «A questo proposito, l'Uzbekistan supporta non solo la Banca mondiale, la Banca asiatica, ma anche l'Unione europea rappresentata dal Sig. Pierre Morel, che ha più volte visitato la regione, compresi il Tagikistan e il Kirghizistan, ed ha informato dell'atteggiamento dell'Unione europea in merito alle questioni». Secondo l'Islam Karimov, non si tratta solo del punto di vista dei paesi situati nel basso dei fiumi, ma dell'opinione pubblica di tutto il mondo. Il capo dell’Uzbekistan ha anche specificato che debbano essere evitati valutazioni indesiderati, con cui si cerca di fare più critiche i dibattiti «naturali» tra i paesi della regione.
          Secondo lui, «anche i paesi terzi, cui piacerebbe molto partecipare a questi dibattiti, perseguono i loro obiettivi». In questo contesto, l'Islam Karimov, ha sottolineato: «Credo che noi – paesi e capi degli Stati responsabili per il loro popolo e per la storia, devono soprattutto pensare di condurre le trattative da autonomamente e di non portare le discussioni sulla dimensione politica, di creare opportunità per far si che gli interessi dei nostri paesi e dei popoli siano stati spostati da parte, fossero affrontate alcune questioni relative alla gestione geopolitica e strategica della regione».
          Islam Karimov ha anche sottolineato che appoggia pienamente il discorso del Presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdymuhamedov e alcune disposizioni annunciate da lui. «Le sostengo pienamente e credo che la Turchia occupi esattamente la posizione che è stata espressa nella sua dichiarazione: «Dobbiamo raggiungere un equilibrio di interessi nella regione». E con questo è stato detto tutto. Se non raggiungeremo un equilibrio, non raggiungeremo un compromesso, non risolveremo da soli questi problemi, questo problema verrà esaminato per molti e molti anni e non si saprà chi raggiungerà i propri obiettivi... e noi ci troveremo in una posizione di una «piccola moneta» - «condividi e impera». E noi non abbiamo alcun diritto di permettere di far succedere», - ha concluso il Presidente di Uzbekistan.


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