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La posizione della Repubblica dell’Uzbekistan in merito della questione di utilizzo delle correnti d’acqua dei fiumi transconfinanti nell’Asia Centrale 

(L’intervento del Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan,
I.A.Karimov alla sessione dei Capi degli Stati SСО a Bishkek il 16 agosto 2007)    

   La questioni di utilizzo razionale delle risorse energetiche d’acqua nella Regione dell’Asia Centrale suscitano oggi vari singolari approcci.        

  È necessario sottolineare il fatto che non si tratti delle risorse acquatiche dei paesi della Regione in generale, ma dell’utilizzo delle risorse e delle correnti solo dei fiumi transconfinanti, cioè di risorse dei fiumi che in tutti i tempi garantivano il supporto ai bisogni vitali degli Stati, situati nel bacino di questi fiumi.         

        
                         

      Oggi è negli interessi di più di 50 milioni persone che vivono in 6 stati della Regione. Perciò tutte le decisioni che riguardano l’utilizzo delle correnti di questi fiumi, compresa la costruzione di impianti idroenergetici devono prendere in considerazione questo fatto.

      Altrimenti questo potrà aggravare la situazione dell’approvvigionamento d’acqua al basso di Amurdarya e Sirdarya, anticipare la catastrofe ecologica del Lago di Aral che si sta seccando, fare praticamente impossibile la vita di decine di milioni abitanti di Kazakhistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

      La convenzione dell’ONU del 18 settembre 1992 sulla tutela e l’utilizzo delle correnti transconfinanti d’acqua e dei laghi internazionali, la Convenzione sul diritto d’utilizzo delle correnti d’acqua internazionali, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 21 maggio 1997, obbligano ad esaminare: “la garanzia d’utilizzo di acque transconfinanti in modo giusto e razionale, tenendo particolare conto del loro carattere transconfinante nel corso delle attività che possono influenzare o influenzano questo fatto”.

      Nel caso dei danni devono essere presi tutti i provvedimenti per l’eliminazione o la diminuzione di tale danno, e, se necessario, si pone la questione di risarcimento.

      Nelle deliberazioni dell’ONU si sottolinea il fatto che “gli Stati sutuati nella zona delle correnti d’acqua collaborano sulla base di uguaglianza sovrana, integrità territoriale, vantaggio reciproco e lavoro coscienzioso”.

      Basandosi su queste esigenze delle convenzioni ONU, TEO dei nuovi impianti idrotecniche nei bacini dei fiumi transconfinanti devono essere sottoposti ad una perizia obbligatoria da parte delle Organizzazioni internazionali neutrali. Deve essere garantita l’assenza di conseguenze ecologiche irreparabili e dei disturbi del creato equilibrio d’utilizzo delle correnti d’acqua da parte di tutti gli Stati situati lungo questi fiumi che può provocare la costruzione degli impianti.

      Si attengono alla posizione di principio le strutture finanziarie internazionali, quali Banca Mondiale e Banca Asiatica di sviluppo.

      Solo un simile approccio obiettivo può garantire progresso nella realizzazione dei progetti di utilizzo delle risorse idroenergetiche nella Regione.


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