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Giornale “Pravda Vostoka”, 03.02.2010 (№ 23)

                                                                                                                                                             Alla c.a.
                                                                                                                                                             Primo Ministro della
                                                                                                                                                             Repubblica del Tagikistan
                                                                                                                                                             Dott. Akil G.Akilovu

 

Egregio Akil Gajbullaevich!

Mi rivolgo a Lei su una questione che ha un rapporto diretto con gli interessi di tutti gli Stati situati nella Regione dell’Asia Centrale. Si tratta del progetto di costruzione della centrale idroelettrica di Rogun.

Come Lei perfettamente sa, il Governo della Repubblica dell’Uzbekistan si è rivolto più volte al Governo della Repubblica del Tagikistan, della Federazione Russa e delle organizzazioni internazionali sulla necessità dell’effettuazione di una perizia indipendente per la costruzione della centrale idroelettrica di Rogun, iniziata ancora negli anni ’80, gli anni delle grandi costruzioni sovietiche.

La posizione di principio della Repubblica dell’Uzbekistan è che prima di ricominciare la costruzione della centrale idroelettrica di Rogun, è necessario effettuare una perizia indipendente e dettagliata del progetto stesso, dato che esso è stato elaborato circa 40 anni fa sulla base di soluzioni tecnologiche superate, sia di progettazione che di costruzione.

Secondo la nostra profonda convinzione, è necessario dare una valutazione obiettiva e qualificata degli eventuali effetti della costruzione di un impianto delle dimensioni così grandiose come lo sono quelle della centrale idroelettrica di Rogun, prestando attenzione prima di tutto ai seguenti aspetti:

  • danni eventuali che può provocare il presente progetto al fragile equilibrio ecologico della regione, con particolare riferimento alla catastrofica realtà ecologica del Lago d’Aral;

  • influenza del presente progetto sul cambiamento del volume e del regime di scolo del fiume Amudar’ya; la stessa sopravvivenza di milioni persone in questa regione, con un clima fortemente continentale e desertico, dipende direttamente dalla disponibilità di acqua potabile e per l’irrigazione, in particolare nei frequenti, ripetuti periodi in cui il livello dell’acqua nel fiume è basso;

  • grado di sicurezza del progetto da pericoli derivanti dall’attività umana e da forti terremoti, dato che la presunta costruzione della centrale idroelettrica di Rogun si trova in una zona ad alta sismicità, sulla linea di rottura tettonica, ove più volte si sono verificati terremoti di grado 10. E’ difficile immaginare la gravità di una catastrofe umanitaria, con la morte di centinaia di migliaia di persone, che può essere provocata dalla rottura delle digh

Questo pericolo è tanto più alto se si considera che su altri impianti, come ad esempio le centrali idroelettriche di Toktogul e di Nurez, costruite più di 35 anni fa, non si sono effettuati lavori di manutenzione completa, e per questo spesso succedono incidenti che mettono in pericolo l’intera regione.

Si è potuto vedere a quali effetti catastrofici possono portare la grave negligenza e gli errori di progettazione e costruzione di grandi impianti idraulici nel recente incidente nella centrale idroelettrica di Sayano-Shushenskaya.

La legittimità della posizione dell’Uzbekistan sulla presente questione è sostenuta in modo univoco da autorevoli organizzazioni internazionali, quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’Unione Europea, la Banca per lo sviluppo dell’Asia e dell’islam, nonché dalla Federazione Russa e le sue organizzazioni pubbliche e da altri paesi.

Nonostante i nostri ripetuti appelli su questa questione, vi è stata una completa trascuratezza da parte del Governo della Repubblica del Tagikistan che attualmente, senza considerare la necessità di un tracking tecnico e di progettazione, continua la costruzione dell’impianto a ritmi accelerati.

C’è inoltre da sottolineare il fatto che in questo progetto sono coinvolte società russe di progettazione, costruzione e montaggio, le quali sono probabilmente poco interessate agli eventuali effetti negativi della costruzione.

Rivolgendomi a Lei di nuovo, Le chiedo ancora una volta di valutare l’opportunità di una perizia indipendente sotto l’egida dell’ONU e delle sue strutture autorizzate, la quale potrà valutare oggettivamente sia la fondatezza del progetto stesso che tutti le sue eventuali conseguenze, comprese le questioni ambientali, l’equilibrio idrico, i pericoli di incedenti causati dall’attività umana, e solo dopo l’ottenimento di una risposta soddisfacente a tutte queste questioni, continuare la progettazione e la costruzione della centrale idroelettrica di Rogun.

Il Governo della Repubblica dell’Uzbekistan auspica che nell’affrontare questa importante questione, cruciale per uno sviluppo equilibrato della nostra regione, prevalga un approccio saggio.

Nell’ipotesi di ulteriore trascuratezza della posizione della Repubblica dell’Uzbekistan, ci riserviamo il diritto di rivolgerci su questa questione alla comunità internazionale e alle organizzazioni ambientali mondiali, con lo scopo di far prevenire eventuali effetti catastrofici legati alla realizzazione di questo progetto.

 

Distinti saluti,

                                                                                                                                             Sh.Mirzieev
Primo Ministro della
Repubblica dell’Uzbekistan


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