MIRZO ULUGBEK E IL SUO CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO DELLA SCIENZA MONDIALE
Mirzo Ulugbek dimostrò qualità imparagonabili come saggio governante, scienziato e architetto del Maverounnakhr, teso alla realizzazione del vecchio sogno della pace tra i popoli e del loro benessere, sulla strada del consolidamento dei progressi nelle condizioni di vita del Medioevo, adoperandosi con intelligenza, fermezza e una politica giusta. Con il suo contributo  sono stati costruiti i capolavori di architettura medievale a Samarcanda, Bukhara e Tashkent, nonchè migliorati  i sistemi di irrigazione a Tashkent, Turkestan, Sayram, Khodzhent.  L’Osservatorio di Ulugbek a Samarcanda fu l'apoteosi di uno dei più brillanti periodi dell’astronomia mondiale.

Mirzo  Mukhammad ibn Timur Ulugbek Guragan, nipote di Sakhibkiran Amir Temur, nacque il 23 marzo 1394. Dopo la morte del grande Sakhibkiran nel 1405,  il grande impero da lui creato, che comprendeva, oltre all’Asia,  tutto il territorio del Medio Oriente dal Mediterraneo fino al nord dell'India, fu ereditato  dai suoi figli e nipoti. Il capo della dinastia Temuridov diventò  Shakhrukh, il figlio di Temur, che scelse come sua  residenza Gerat. Maverounnakhr fu data in gestione a Ulugbek, il figlio maggiore di Shakhrukh e nipote di Amir Temur. Nel 1409 Ulugbek fu stato dichiarato Principe di Samarcanda, e dopo la morte di suo padre Shakhrukh nel 1447 divenne il capo della dinastia Temuridov.

Sin dall’adolescenza Ulugbek mostrò molta inclinazione per le scienze e le arti, specialmente per la matematica e l’astronomia. All’ampliamento del suo orizzonte intellettuale  contribuì la ricca biblioteca, raccolta da suo nonno e dal padre, dove trascorreva la maggior parte del suo tempo. Fece studi brillanti per le misure di quei tempi. Grazie all’ottima  memoria, parlava fluentemente l’arabo e il persiano, conosceva benissimo la poesia turca (uzbeka antica), aveva padronanza delle teorie degli stili letterari e partecipava ai discorsi letterari. Egli stesso componeva versi. I precettori di Ulugbek erano eminenti scienziati della corte di Temur e tra di loro spiccava il matematico e l’astronomo Kazizade Rumi. Egli rivelò all’allora Ulugbek di nove anni le rovine del famoso osservatorio di Maraga (Sud dell’Azerbaigian). Probabilmente furono proprio queste esperienze d’infanzia che determinarono le scelte del futuro astronomo. 

Ai tempi di Ulugbek Samarkanda diventò un centro delle scienze medioevali di fama mondiale. Qui, a Samarcanda, dalla seconda metà  del XV secolo, intorno a Ulugbek  sorse  una vera e propria scuola accademica, che riunì eminenti astronomi e matematici, tra cui Giyasiddin Dzhamshid Kashi, Kazizade Rumi e Ali Kushchi. A Samarcanda a quei tempi vivevano lo storico  Hafizi Abru, che scrisse un notevole lavoro sulla storia dell’Asia centrale, il famoso medico Mavlono Nefis, i poeti Sirazhiddin Samarcandi, Sakkaki, Lutfi, e molti altri studiosi. Furono uomini d’avanguardia del loro tempo, e credevano nel valore dell’intelligenza umana e della scienza.

Negli anni tra il 1417 e il 1420 Ulugbek  costruì una madrasa a Samarcanda, che fu il primo edificio del complesso architettonico Registan. In questa medrese Ulugbek invitò un gran numero di astronomi e matematici del mondo islamico. Le altre due madrase furono  costruite a Gizhduvan e Bukhara. Le medrese costruite da Ulugbek svolgevono le funzioni  di università. Sul portale della madrasa di Ulugbek a Bukhara è conservata la scritta: «L’aspirazione alla conoscenza è il dovere di ogni musulmano e ogni musulmana».

         Nella madrasa di Samarcanda venivano effettuate anche osservazioni astronomiche  mediante  strumenti di piccole dimensioni. Già allora era stato accertato che le coordinate delle stelle indicate nei cataloghi erano un po' diverse dalla loro disposizione reale sul cielo.

         Nel 1429 nei dintorni di Samarcanda fu conclusa la costruzione di un osservatorio astronomico senza precedenti. Il suo strumento principale era un gigantesco doppio arco di meridiano con il raggio di 40,2 metri. La parte inferiore dell’arco si trovava in una trincea di profondità di 11 metri praticata nella roccia. L’arco di meridiano è stato incorporato all'interno dell’edificio, con la parte situata sopra il terreno rappresentata da una struttura cilindrica a tre livelli dal diametro di 46 metri  e l'altezza di 30 metri. L'osservatorio fu situato su una altura e le sue dimensioni gigantesche colpivano tutti coloro che potevano vederlo.

         Lo strumento principale veniva utilizzato principalmente per l'osservazione del Sole al fine di determinare le costanti astronomiche: l’inclinazione della eclittica verso l'equatore, la precessione annuale, la durata dell’anno tropicale. Inoltre si poteva osservare la Luna, i pianeti e le stelle luminose.

         In un'epoca in cui non c’erano mezzi  ottici per l’osservazione, solo le grandi dimensioni dello strumento potevano assicurare  una  precisione elevata. Il quadrante di Ulugbek è stato unico: un grado sui suoi archi di meridiano aveva una  lunghezza superiore ai 70 centimetri, che consentiva di determinare le coordinate del Sole e dei pianeti con una precisione sorprendente.

         Ulugbek verificò varie volte i propri dati e concluse che i dati da lui ottenuti erano esatti. Nel 1437 definì la durata dell’anno astronomico: 365 giorni 6 ore 10 minuti 8 secondi. Come fu scoperto più tardi, l'errore delle misurazioni era stato solo di 58 secondi. Dato che la durata dell’anno astronomico è di 31 milioni 558 mila e 150 secondi, diventa chiaro quanto alta fu la precisione delle misurazioni condotte da Ulugbek.

         La costruzione dell’osservatorio di Samarcanda è stata resa possibile in quanto in Ulugbek si fusero insieme tutti gli elementi essenziali per il suo successo: uno scienziato di talento, un chiaro obiettivo scientifico e la sua attuazione, e i fondi necessari garantiti dal  sovrano del potente Stato.  Il lavoro più importante della scuola di Samarcanda è considerato un catalogo di 1018 stelle. Nell’Oriente questi cataloghi si chiamavano zidzh. Cataloghi di stelle precedenti, a quanto pare, erano basati sull’osservazioni di Ipparco di Nicea, portate nel periodo di riferimento. «Zidzh di Ulugbek» era basato sulle proprie osservazioni.

         Non è un'esagerazione dire che l'osservatorio di Ulugbek è stato il prototipo delle moderne istituzioni astronomiche. Già solo questo sarebbe un suo grandissimo merito. Ulugbek non si isolava nel suo lavoro, come molti astronomi europei, come per esempio Niccolò Copernico, Tycho Brahe  o Jan Heweliusz. Sappiamo che nel suo osservatorio collaboravano circa un centinaio di esperti in astronomia e matematica, e Ulugbek è sempre stato il leader dell’equipe di scienziati. É stato Ulugbek a proporre la creazione dello strumento principale dell’osservatorio e approfondire gli studi sulle stelle.

         Il periodo del lavoro attivo dell’osservatorio di Samarcanda si concluse con la morte di Ulugbek il 27 ottobre 1449, ma l’edificio ricordò i suoi creatori per molto tempo, anche se a poco a poco si deteriorò e alla fine crollò. Ma, per fortuna, il lavoro principale degli astronomi di Samarcanda non è andato distrutto. Uno dei più stretti collaboratori di Ulugbek, Ali Kushchi, lasciò Samarcanda per svolgere l’incarico prima di scienziato principale e poi di rettore della madrasa presso la moschea Aya Sofia a Istanbul. Portò con sé, nella sua carovana, le copie del catalogo di stelle.

         Per un lungo periodo di tempo la posizione dell’osservatorio di Ulugbek rimase un mistero per gli storici. Solo nel 1908 un archeologo di  Samarcanda, Vasilij Vyatkin, a seguito di un attento studio dell’antica documentazione terriera, riuscì dopo una ricerca difficile a individuare le tracce dell'osservatorio distrutto, che fu successivamente ricostruito.

         L'eredità scientifica di Ulugbek. Le principali opere scientifiche di Ulugbek sono giustamente considerate le «Zidzhi dzhadidi Guragani» («Le nuove tabelle astronomiche di Guragan»). L'autore completò questa opera nel 1444, dopo trent'anni di duro lavoro e moltissime osservazioni astronomiche. Il manuale astronomico fu poco dopo tradotto in lingua latina e, insieme con l’«Almagesto» di Claudio Tolomeo e le tavole astronomiche del Re Alfonso XV di Castiglia, fu il libro di astronomia più importante e studiato in tutti gli osservatori di Europa.

         L'esatezza di queste tabelle superava tutti gli studi fatti in precedenza in Oriente e in Europa. Solo nel XVII secolo Tycho Brahe riuscì ad ottenere un grado di precisione paragonabile a quella raggiunta a Samarcanda e successivamente a superarla. Non sorprende, dunque, che «Zidzh di Ulugbek» attirò costantemente l'attenzione degli astronomi sia in Oriente che in Europa.

         «Zidzh di Ulugbek» è composto da quattro parti principali. La prima parte, conosciuta come la cronologia, stabilisce modalità dell’accertamento del sistema calendario, comunemente accettato dai vari popoli orientali. La seconda parte espone le domande relative all'astronomia pratica, la terza fornisce informazioni sul moto dei corpi celesti sulla base del sistema geocentrico del mondo e la quarta parte è dedicata all’astrologia. Nel suo complesso, è un omaggio inevitabile della scienza alla concezione del mondo medievale.

         Il catalogo di 1018 stelle composto da Ulugbek serve ancora oggi da bussola per astronomi e storici che studiano la cronologia antica. Le  tabelle stellari di Ulugbek confermano la veridicità dell’atlante stellare  di Tolomeo, indicato in «Almagesto».

         Nel 1648 a Oxford, uno dei più antichi centri di scienza e di cultura d'Inghilterra, per la prima volta fu pubblicata una parte dell’opera principale composta nel famoso osservatorio di Ulugbek a Samarcanda. Essa fu preparata per la pubblicazione e commentata da Jon Grivs (1602 - 1652), professore di astronomia dell’università inglese, e successivamente i brani del catalogo furono ripetutamente ristampati in Inghilterra.

         17 anni dopo la prima pubblicazione oxfordiana, il custode scientifico della biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford, l’orientalista e traduttore inglese Thomas Hyde  (1636-1703), preparò e pubblicò nella lingua persiana e latina la nuova edizione del catalogo di Samarcanda  denominata «Tabulae Long, ac  Lat. Stellarum Fixarum, ex observatione Ulugh Beighi », Oxonii, nel 1665.

         La pubblicazione delle tabelle di Ulugbek in Europa avvenne in una epoca in cui erano pochi i cataloghi di stelle originali, la cui creazione richiedeva un faticoso lavoro di osservazione e di calcolo. Essi erano molto apprezzati dagli esploratori del cielo ed avevano grande importanza pratica, in quanto sin dai tempi antichi i metodi di orientamento sulla superficie della Terra si basavano sull’osservazioni di stelle.  L’esatta definizione della posizione fu particolarmente necessaria anche in vista dello sviluppo della navigazione marittima a seguito delle grandi scoperte geografiche.

Molti storichi ritengono che le scoperte delle terre nuove, effettuate dai navigatori spagnoli e portoghesi nei secoli  XV-XVI,  non furono casuali. Dato che questi paesi subirono l’influenza del Califfato arabo, avevano anche accesso al patrimonio scientifico dei grandi pensatori dell’Oriente, tra cui Ulugbek, il fondatore dell’algebra Al Khorezmi, vissuto nel secolo IX, e l’astronomo e matematico  Al Beruni (978 - 1048), il primo a ipotizzare l’esistenza dell’America, e molti altri.

         Lo  studio delle tabelle di Ulugbek mostra che esse furono composte a Samarcanda, in un osservatorio la cui latitudine, secondo i dati dell’autore delle tavole, era 39° 37' 23" e la longitudine  99° 16'. La data del calcolo delle coordinate delle stelle è l’841 dopo l’Egira, che corrisponde all’anno 1437 d.C. Sarebbero passati però circa due secoli dalla composizione dello “Zidzh di Ulugbek” prima che diventasse conosciuto in Europa.

         25 anni dopo la pubblicazione oxfordiana di Thomas Hyde, i dati delle tabelle di Ulugbek trovarono posto sulle pagine del libro “Prodromus Astronomiae”, pubblicato a Danzica e scritto dall’eminente astronomo polacco Jan Heweliusz (1611 - 1687). In quel libro i dati erano portati a confronto con quelli disponibili allora nei cataloghi dei seguenti astronomi: Claudio Tolomeo, Tycho Brahe, Giovanni Riccioli, i principi Gaas e Johannes Hewel.

         Nel 1839 l’orientalista francese Amélie Sédillot (1808 - 1876) pubblicò una parte delle tabelle di Ulugbek sotto il titolo “Tables astronomigue d'Oloug Beg, commentees et publiees avec le texte en regard”, Tome I, I fascicule, Paris.

         Ma l’analisi più dettagliata del catalogo stellare di Ulugbek, basato sullo studio di 8 manoscritti custoditi in biblioteche inglesi, fu pubblicata negli Stati Uniti nel 1917 da Edmund Noble con il titolo “Ulugh Beg's Catalogue of Stars. Revised from all Persian Manuscripts Existing in Great Britain”.

         Va notato che nelle biblioteche europee ed asiatiche ci sono decine di copie dello «Zidzh» scritte a mano. Le tabelle stellarie di Ulugbek si sono rivelate essere le più avanzate dell’astronomia medievale. Queste tavole furono il gradino più alto della scienza astronomica medievale prima dell'invenzione del telescopio.

         Il ricco patrimonio scientifico di Ulugbek dimostra che egli non fu solo un grande figlio dei popoli musulmani. Da genio del pensiero creativo, contribuì molto allo sviluppo della scienza e della civiltà di tutta l’umanità. Per questo, dopo tanti secoli, Ulugbek è considerato un simbolo che unisce i popoli d'Oriente e Occidente nel nome del raggiungimento di nobili obbiettivi.

         Il rilevante patrimonio scientifico di Mirzo Ulugbek viene oggi studiato nelle principali università e centri di ricerca di tutto il mondo. Su iniziativa del Presidente della Repubblica dell'Uzbekistan Islam Karimov, all'Università Nazionale dell’Uzbekistan è stato dato il nome di questo straordinario scienziato, segno dell’attenzione che viene data all’alto potenziale delle scienze e della didattica.



2009 anno dello sviluppo